RESPIRO GLOBALE

I metodo è simile al rebirthing: sotto la guida del terapista si cerca di mantenere una respirazione detta circolare, profonda e continua, senza pause tra inspirazione ed espirazione. La seduta si svolge nel seguente modo. Nella prima fase, che dura una ventina di minuti, si resta seduti sul fondo di una vasca. Il terapista propone visualizzazioni guidate e massaggia i punti di maggiore contrattura. Quando la persona inizia a sentir affiorare le emozioni, il suo corpo viene cullato nell'acqua dall'operatore, con un dondolio dolce e materno.

Il respiro è profondamente legato agli stati d'animo e alle emozioni. Tutti lo sperimentiamo: quando abbiamo paura tratteniamo il fiato e quando siamo in ansia il ritmo del respiro diviene più accelerato. Più il trauma o l'emozione negativa sono forti o ripetuti, più rimarranno impressi nel corpo, modificando la respirazione. Eliminando i blocchi che ostacolano la circolazione del soffio vitale, si possono liberare e riportare alla luce i traumi e le emozioni che li avevano causati. Fino a prenderne coscienza e a superarli.

L'obiettivo di questa disciplina è aiutare a superare paure, insicurezze e conflitti interiori. La prima fase di respirazione profonda serve a fare una sorta di autodiagnosi: spingendo l'aria sempre più in profondità nel corpo, si possono individuare le contratture e i blocchi che ne ostacolano il passaggio. Eliminando il blocco, grazie ai massaggi, si lascia emergere l'emozione che era stata compressa. L'immersione in acqua calda, poi, gioca un ruolo fondamentale: ricreando un ambiente simile a quello dell' utero materno, può far riemergere esperienze vissute durante i nove mesi nella pancia della mamma o al momento della nascita, che spesso sono alla base dei disturbi e della paure irrazionali vissute da adulti. L'ultima fase, che prevede una serie di movimenti dolci, trasmette un senso di sicurezza e di protezione. E aiuta a rielaborare le emozioni riemerse con la respirazione.



Dizionario Medico