RADIOTERAPIA


La Radioterapia è nata circa un secolo fa in seguito alla scoperta dei raggi X e dei fenomeni legati alla radioattività e consiste nella somministrazione accurata di precise dosi di radiazioni per la cura di alcune malattie, in particolare dei tumori.

È un trattamento localizzato, indolore, che nella maggior parte dei casi coinvolge aree ben delimitate dell'organismo. L’alta energia utilizzata, molto più elevata di quella che si usa per le normali radiografie, porta a morte le cellule tumorali, impedendone così la fase di crescita, ma determina anche effetti collaterali a danno dei tessuti sani vicini alla zona da irradiare. Tale danno, la cui entità dipende dalla sede sui cui sono dirette le radiazioni è, nella maggioranza dei casi, temporaneo.

Le radiazioni non sono altro che una particolare forma di energia. In Radioterapia vengono utilizzate radiazioni di elevata energia, chiamate radiazioni ionizzanti (raggi X, elettroni, protoni, neutroni, ecc.), in grado di danneggiare le cellule neoplastiche, o comunque proliferanti, localizzate a livello dell'area interessata dal trattamento. La Radioterapia in generale può avere i seguenti obiettivi:

- intento radicale con l’obiettivo di distruggere tutte le cellule tumorali per ottenere remissione completa della malattia;
- intento preoperatorio per ridurre al minimo le dimensioni del tumore al fine di consentire un intervento chirurgico (ad esempio nel caso delle neoplasie del retto)
- intento adiuvante per ridurre la possibilità che il tumore si ripresenti (recidiva) dopo un intervento chirurgico (ad esempio nelle neoplasie della mammella) o dopo la chemioterapia (ad esempio nei linfomi). In questo caso la radioterapia viene somministrata in assenza di malattia visibile
- intento palliativo o sintomatico per il controllo di eventuali sintomi quali il dolore (per esempio nel caso di metastasi ossee) o altri legati alla patologia neoplastica.

Dizionario Medico