ICTUS

L'ictus cerebrale o apoplessia indica un'improvvisa perdita di coscienza e delle funzioni cerebrali superiori, a causa della rottura di un vaso sanguigno cerebrale con conseguente emorragia o di un infarto cerebrale. La sua gravità dipende dall'entità dell'emorragia o dell'infarto e dalla regione del cervello colpita.

Il soggetto colpito da apoplessìa si accascia improvvisamente al suolo privo di coscienza; presenta inoltre respirazione profonda, polso irregolare e viso congestionato.

Nelle forme più gravi la morte sopraggiunge dopo qualche ora o qualche giorno; quelle medie comportano emiparesi e possono compromettere le facoltà intellettive; in quelle lievi, il miglioramento può essere quasi immediato e il ripristino funzionale pressoché completo.

In caso di apoplessìa bisogna distendere il paziente, immediatamente dopo l'attacco, in ambiente aerato, con il capo e le spalle un poco rialzati; altri provvedimenti devono essere decisi dal medico caso per caso.

Mentre le possibilità di intervento acuto una volta che si è manifestato l'ictus sono limitate, le possibilità di prevenzione (oppure la prevenzione di un secondo ictus una volta che sia avvenuto il primo) sono notevoli e devono essere sfruttate. Gli obiettivi principali sono la prevenzione e il controllo dell'arteriosclerosi, per cui valgono gli stessi principi utili alla prevenzione dell'infarto cardiaco:

- eliminazione del fumo;
- controllo dell'ipertensione con adeguamento dei farmaci in base a una registrazione della pressione di 24 ore;
- diagnosi e controllo stretto di un eventuale diabete;
- controllo dell' obesità e della lipidemia tramite esercizio fisico, dieta o farmacoterapia in base a un'analisi dettagliata delle frazioni lipidiche nel sangue;
- diagnosi di eventuali occlusioni dei grandi vasi del collo e della testa tramite ecodoppler extra- e transcraniale ed eventualmente tramite angiografia;
- diagnosi di aritmie cardiache tramite elettrocardiogramma di 24 ore.

Dizionario Medico