GLICEMIA

La glicemia può essere definita banalmente come concentrazione di glucosio nel sangue. È un parametro molto importante per il medico, ma lo è anche per lo sportivo. In genere lo sport consente di mantenere una glicemia verso la parte bassa dell'intervallo di normalità e ciò è molto importante perché avere una glicemia normale, ma tendente a valori medio-alti aumenta il rischio di molte patologie, non ultime i tumori.

È regolata da un complesso di meccanismi neurormonali e metabolici che ne impediscono forti oscillazioni in difetto o in eccesso. Aumenta nei soggetti diabetici e si abbassa nel digiuno prolungato. Se l'apporto di glucosio con le scorte è insufficiente, la glicemia si abbassa (ipoglicemia) e inizia a manifestarsi la sofferenza cerebrale con capogiri e senso di spossatezza. Se il glucosio scarseggia e non c'è sufficiente apporto di carboidrati, il fegato sintetizza glucosio da proteine e da lipidi con un processo denominato gluconeogenesi. Tale processo provoca però un eccesso di urea (con sovraccarico renale) e un accumulo di corpi chetonici (scorie provenienti dall'utilizzo degli acidi grassi) con conseguente acidosi.

Il livello del glucosio nel sangue è controllato dall'insulina: un'assunzione di carboidrati produce un aumento della glicemia e innesca il rilascio dell'insulina che riequilibra la situazione.

Chi, come i diabetici, ha la necessità di monitorar spesso la glicemia, può ricorrere a kit di misurazione che usano diverse tecniche. La più tradizionale è quella che sfrutta l'analisi di una goccia di sangue prelevata con una puntura sul polpastrello (in alternativa sull'avambraccio, meno dolorosa). È possibile anche un monitoraggio in continuo con un ago sottocutaneo. Esistono anche orologi-sensori che, aderendo alla pelle, valutano la concentrazione di glucosio nel sangue.



Dizionario Medico