DOLORE

Le terminazioni nervose che trasmettono le sensazioni di dolore al cervello sono distribuite in tutta la superficie esterna del corpo e su quella degli organi interni. La stimolazione dolorosa, raccolta in queste terminazioni nervose, nel punto del corpo colpito, percorre il nervo sensitivo, risale le fibre sensitive del midollo spinale e raggiunge la corteccia cerebrale, ove è percepita.

Il dolore, in generale, può avere caratteristiche di tipo acuto e cronico. Il dolore acuto è finalizzato ad allertare il corpo sulla presenza di stimoli pericolosi o potenzialmente tali nell'ambiente o nell'organismo stesso. È quindi un dolore utile, che prima di essere affrontato e trattato va capito, interpretato e inserito nel corretto nesso etiopatogenetico per un adeguata, quando possibile, terapia della patologia causale.
Il dolore cronico deve essere considerato in modo diverso:

- se la condizione patologica che provoca il dolore è nota e in buona parte non aggredibile,
- se il dolore è persistente nel tempo,
- se la sua presenza continua instaura un circolo vizioso di depressione, ansia e altri disturbi emotivi, e il dolore diviene sindrome autonoma con pesante impatto sulla vita di relazione e sugli aspetti psicologici e sociali caratteristici della persona.

Allora il dolore diviene un sintomo inutile e va trattato nel modo più tempestivo e completo possibile.
In questo senso, il dolore cronico non rappresenta solo una estensione temporale del dolore acuto, ma assume caratteristiche qualitative completamente diverse, che necessitano di un approccio mentale, culturale e professionale opposto.
In particolare, il dolore cronico presente nelle malattie degenerative, neurologiche, oncologiche, specie nelle fasi avanzate e terminali di malattia, assume caratteristiche di dolore globale, legato a motivazioni fisiche, psicologiche e sociali.




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