L'8% della popolazione è single e, rispetto al 1993-94, hanno registrato un aumento considerevole. Questo è il risultato di un'attenta ricerca dell'Istat, svolta nel 1998 su un totale di quasi 60.000 persone: qui viene messa in evidenza una certa differenza tra uomini donne: fino ai 44 anni gli uomini mostrano una maggiore predisposizione alla vita da single, rispetto alle donne (6,6% contro il 3,9%). Man mano che avanzano con l'età sono proprio le donne che decidono o si trovano a vivere per conto proprio, raggiungendo la percentuale più alta (35,7% contro 11,9% con 65 anni e più). Questo nuovo genere di famiglia è presente soprattutto nelle regioni del Centro-Nord, mentre al Sud tocca ancora, anche se è in calo, il primato delle famiglie con più componenti, con una percentuale massima nella Campania (69,4%).

Anche i nuclei pluri-familiari, comunque sono sempre più piccoli e molte volte devono affrontare serie difficoltà. Bisogna prendere atto di questo cambiamento e dire addio all'immagine rassicurante delle famiglie di vecchio stampo, dove i ruoli del padre capo-famiglia e della madre erano fissi e definiti, mentre tanti pargoli riempivano di urla la casa.

L'emancipazione femminile ha portato inevitabili mutamenti, sia nella società, sia nell'ambito stesso della famiglia. Tra le coppie più giovani, per esempio, c'è meno differenza tra i ruoli e il peso economico che i due coniugi hanno, le donne preferiscono fare carriera anche perchè anche loro, come i loro compagni, hanno conseguito un titolo di laurea. Sono ben il 55% le donne che hanno la stessa qualifica e nel 19% dei casi ne hanno una addirittura piu'alta. Ora di tempo per fare ed accudire i figli ne hanno comprensibilmente molto meno.

La conseguenza più evidente di ciò sono i divorzi e i secondi matrimoni, in costante aumento, ovvero le nuove famiglie ricostituite, quelle in cui almeno uno dei compagni ha sperimentato una precedente unione coniugale.

Aumentano così i single ma anche le coppie senza figli o con un solo figlio: il 71,3% delle famiglie italiane non supera infatti i 3 membri; il 21,1% è formato da 4 persone e solo il 7,7% da cinque o più componenti. Il primato delle coppie senza figli spetta invece alla Liguria (36,9%), seguita dal Piemonte (35,2%) e dalla Valle d'Aosta (33,5%).

Ma cosa si nasconde dietro a questo quadro desolante? Solitudine, inadeguatezza delle strutture sociali, mancanza di valori e magari anche un po' di noia. Una soluzione? Riscoprite il potere del flirt e delle vecchie arti seduttive, dedicando più tempo all'ascolto delle proprie sensazioni ed emozioni, e cercando di ritrovare in noi e negli altri i veri valori della vita.

Un piccolo aiuto arriva dalla Francia, dove Fabienne Casta-Rosaz, studiosa di arte e costume e giornalista, ha pubblicato Histoire du flirt, 350 pagine dal baciamano di fine Ottocento al facciamo tutto ma non quello, agli anni Sessanta, fino ai giorni nostri. Un modo per riscoprire il piacere del corteggiamento, gioco dell'innocenza e della perversità, dello stare insieme.

Tre le tipologie di flirt evidenziati dalla Casta-Rosaz: quello leggero, da luogo pubblico, che è fatto di sguardi, sfioramenti, parole e baciamano, ahinoi, ormai in via d'estinzione. Il flirt spinto, con baci, carezze sul collo e sul seno, sopra e sotto il vestito, ma mai sotto la cintura e che predilige i portici, i cinema, i parchi e le fontane. E infine il flirt molto spinto, ovvero tutte le attività sessuali, tranne il rapporto completo.

Luogo preferito, secondo l'autrice del libro è proprio la "scontatissima" camera da letto. E il cyber-flirt? Quello appartiene alla categoria flirt leggero, sempre che i messaggi restino velati. La corrispondenza deve essere raffinata, nessun riferimento al sesso!

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