DIETA VEGETARIANA
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Esistono vari tipi di dieta vegetariana. Le principali sono: la dieta vegetariana propriamente detta e la dieta vegetaliana o vegana.
Esistono poi altri tipi di dienta vegetariana, meno diffusi:
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dieta crudista: basata sul solo consumo di frutta e verdure crude
- dieta fruttista: sì solo a frutta, semi oleosi e semi germogliati
- dieta eco-vegana: simile alla tradizionale dieta vegana impone il consumo di soli alimenti vegetali provenienti da coltivazioni biologiche o bio-dinamiche.
La dieta vegetariana ha radici antichissime e le motivazioni che spingono una persona ad adottarla possono essere numerose (religiose, etiche, economiche, ecologiche, salutiste, ecc.).
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La dieta
vegetariana elimina dall'alimentazione ogni tipo di carne animale, compresi i pesci e i crostacei, ma non i prodotti di derivazione animale, quali latte, uova, formaggio e miele.
La dieta
vegetaliana o vegana elimina tutti i prodotti di origine animale compresi i derivati (uova, latte, miele e formaggio), nella convinzione che il corpo umano sia adatto ad assumere e digerire prodotti vegetali e che sia l'unico modo per scongiurare forti danni. Il termine vegetaliano deriverebbe dal latino vegetalis, ossia "appartenente al regno vegetale".
La dieta vegetariana, associata ad uno stile di vita salutare, può ridurre il rischio di alcune malattie legate allo stile di vita moderno, come il diabete, l'ipertensione, l'obesità, l'
iperlipidemia,
alcune forme di cancro come quello al colon,
malattie alle coronarie.
Per quel che riguarda il
ferro, una dieta vegetariana deve essere
correttamente bilanciata per fornirne una quantità sufficiente poiché i vegetali ne contengono poco e scarsamente biodisponibile.
Le
proteine possono essere
compensate con latticini, uova e legumi abbinati a seitan o cereali, ma i vegani devono puntare solo su questi ultimi e la loro alimentazione deve essere strettamente controllata per non incorrere in carenze, soprattutto per gli sportivi.
La
carenza di vitamina B12 è particolarmente significativa nella dieta vegana: il rischio di anemia perniciosa non è da sottovalutare. A causa delle scorte che il nostro organismo ha di questa vitamina i sintomi di carenza compaiono non prima di 2-3 anni di dieta del tutto priva.
Il
calcio è un problema molto pesante per i vegani che ne assumono sicuramente meno della dose giornaliera raccomandata, con il rischio, soprattutto nelle donne, di osteoporosi, anche perché i vegani assumono anche poca
vitamina D, mentre i vegetariani la introducono con le uova.