COMPRESSE - Benessere |
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COMPRESSE
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Le compresse sono forme farmaceutiche unidose preparate comprimendo, con apposite macchine, volumi uguali di sostanze solide allo stato di polveri o granuli.
Questa forma farmaceutica è notevolmente diffusa, sebbene presenti possibili inconvenienti di tollerabilità ed una biodisponibilità legata al tempo necessario perchè si disaggreghi.
Le compresse possono convenientemente essere classificate in base alla loro destinazione:
è compresse semplici o rivestite (confetti): da deglutire come tali;
è tavolette: non devono essere deglutite come tali, ma sciolte in boca;
è compresse masticabili: devono essere masticate prima della deglutizione;
è compresse sublinguali: vengono assorbite dalla mucosa linguale (p. e. nitroglicerina);
è compresse solubili: devono essere sciolte in acqua, spesso sono effervescenti per favorire la dissolizione o migliorare il sapore;
è compresse sterili per preparare soluzioni iniettabili;
è compresse sterili per impianti sottocutanei;
è compresse da usare come ovuli vaginali, che hanno quasi sostituito gli ovuli di gelatina;
è compresse per praparare soluzioni per uso esterno o diagnostico (test di gravidanza, sterilizzatori per dentiere, ecc.); |
Gli eccipienti utilizzati per la preparazione delle compresse, sono classificabili come segue:
- diluenti: aumentano la massa della compresa permettendo il raggiungimento di un volume adeguato per poterla lavorare. Occorre tener presente che, in alcuni casi, i diluenti possono interagire con il farmaco, diminuendone la disponibilità; ad esempio, le tetracicline con l'idrossido di Al, con l'ossido di Mg o con il posfato di Ca;
- adsorbenti: sono utilizzati per aggregare i granuli. Inoltre, si impiegano solventi che, evaporando, esercitano un'azione adesiva (acqua o alcol) ossia soluzioni sciroppose o sostanze collose (gomma arabica, pectine, PVP, metilcellulosa, carbossimetilcellulosa, gelatina, ecc.);
- lubrificanti: migliorano la lavorabilità delle polveri, evitando che si attacchino ai macchinari e riducendo la frizione tra le particelle e lo stampo; infatti, durante la compressione meccanica, l'attrito può essere così elevato da far raggiungere alle polveri temperature prossime a 70 °C. Si impiegano stearati di Ca, Mg, Al, alcol stearilico, alcol stearico, alcol cetilico, acido palmitico, alcol, amido, PEG, talco.
- glidanti: questi agenti si interpongono fra le particelle della polvere o granulato al quale sono addizionate in modo da riempire le cavità iregolari presennti sulla loro superficie; uin questo modo, la forma delle polveri o granulati diviene più regolare e si riduce l'attrito. E' ovvio che i glidanti devono essere finemente suddivisi ed essere aggiunti prima della compressione.
La loro efficacia è quantificabile mediante la determinazione dell'angolo di scorrimento o di riposo. Le sostanze utilizzate sono generalmente quelle citate a proposito dei lubrificanti.
- antiadesivi: riducono l'adesione tra compresse e stampo (o punzone), permettendone una facile estrazione. Si impiegano talco, olio di vaselina, acido stearico, stearati di Ca, Mg, ecc.
- disaggreganti: diminuiscono il tempo di disaggregazione delle compresse. Si impiegano derivati dell'amido, alginati, silice, miscele effervescenti, sali molto solubili. Per esmpio, l'amido a contatto con l'acqua si rigonfia e disaggrega le compressa; la silice aumenta la capillarità permettendo all'acqua di penetrare più facilmente nella compressa.
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