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CHEMIOTERAPIA
La chemioterapia � definita come l'uso di composti chimici sintetici o semisintetici per distruggere parassiti od organismi patogeni senza intaccare le funzioni vitali dell'ospite (nei limiti del possibile).
La chemioterapia, per come � intesa oggi, nasce per un fortuito caso quando circa quarant'anni fa Steven Rosenberg, nel laboratorio di biofisica della Michigan State University, notando la somiglianza delle linee di forza dei campi elettrici (cfr campo gravitazionale in meccanica classica) e i fusi mitotici (catene di microtubili che vanno dai centrioli posti ai poli fino ai cromosomi posti all'equatore di una cellula durante l'anafase della mitosi) si mise a studiare l'interferenza dei suddetti campi elettrici nella riproduzione dei batteri.
Egli not� come questi non riuscivano a riprodursi in questo ambiente, perch� gli era impossibile separarsi.
Alla fine Rosenberg scopr� che non era la presenza del campo elettrico ad impedire la divisione di batteri, bens� quella dell'isomero cis-[PtCl2(NH3)2].
Egli ebbe il colpo di genio di provare a vedere gli effetti di questo isomero sulle cellule tumorali, che presentavano lo stesso tipo di crescita, e scopr� l'efficacia anti-tumorale provando ad usarlo su di un topo, che dopo pochi giorni guar� completamente.
Il farmaco al platino pass� alla fase 1, ma a causa dei suoi ingenti effetti tossici rischi� quasi di non essere mai usato, se non fosse stato per due medici americani, i quali lo provarono su tredici pazienti affetti da cancro ai testicoli.
La sorprendente ripresa di questi pazienti diede il via libera al largo impiego di questo farmaco nella cura della leucemia.
L'isomero cis-platino non � in grado di distinguere le cellule cancerose dalle sane e colpisce indiscriminatamente tutte le cellule che incontra. Ha quindi un effetto tossico non insignificante.
Inoltre, un paziente soggetto alla chemioterapia rischia di assuefarsi al farmaco, cosicch�, dopo un certo periodo di somministrazione, questo non abbia pi� effetto (resistenza indotta), pu� poi causare depressione, continui attacchi di nausea e vomito nonch� perdita dell'udito.
Nell'aprile del 2007 un gruppo di ricercatori della Southwestern University di Dallas ha pubblicato uno studio secondo il quale disattivando 87 geni umani l'efficacia della chemioterapia aumentava in misura notevole.
Se la ricerca dovesse dimostrarsi vera anche in vivo si potrebbero ridurre in maniera sostanziale gli effetti indesiderati della chemioterapia mantenendo nel contempo l'effetto curativo.
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